Il ricamo è tra le poche lavorazioni che comunicano immediatamente cura e valore.
È anche una delle più fraintese in fase di preventivo, perché il suo costo non segue la logica che si immagina.
Non si paga in base alla dimensione del disegno, ma in base al numero di punti necessari per realizzarlo.
Un logo piccolo ma pieno può costare più di un disegno grande e lineare.
Capire questo cambia il modo in cui si progetta il dettaglio.
Nella produzione industriale e artigianale si incontrano soprattutto queste opzioni.
La scelta dipende dall’effetto voluto, ma anche dal supporto su cui si lavora.
Non tutti i tessuti accettano il ricamo allo stesso modo.
Un tessuto stabile e di media grammatura è il caso ideale.
Su tessuti leggeri il ricamo increspa e deforma, se non si utilizza un supporto adeguato.
Sulla maglia il problema è più serio: la struttura elastica si tira sotto la tensione dei punti, e serve un rinforzo che stabilizzi la zona.
Sui tessuti molto rigidi o rivestiti la penetrazione dell’ago può indebolire il materiale.
Su questo tema vale quanto abbiamo scritto parlando di progettazione dei capi in maglia: l’elasticità va gestita, non subita.
Dietro un ricamo pulito c’è quasi sempre un materiale che non si vede.
I supporti si dividono in strappabili, che si rimuovono a lavorazione finita, tagliabili, che restano sul rovescio, e solubili in acqua, usati quando non deve restare traccia.
La scelta del supporto è tanto importante quanto quella del filo, e va decisa con il ricamificio in base al tessuto e al tipo di disegno.
Un supporto sbagliato produce un ricamo che sembra corretto sul momento e si deforma al primo lavaggio.
La struttura di costo del ricamo a macchina ha due componenti.
La prima è la creazione del programma, cioè la digitalizzazione del disegno in tracciato di punti: si paga una volta per disegno e resta riutilizzabile.
La seconda è il costo per capo, funzione del numero di punti e del numero di cambi colore.
Questo significa che il ricamo diventa conveniente crescendo di quantità, e che ridurre i punti e i colori ha un effetto diretto sul prezzo.
Alcune scelte progettuali fanno molta differenza: semplificare le sfumature, sostituire una campitura piena con un contorno, usare un patch invece del punto pieno su superfici grandi.
Nessun ricamo va confermato sulla base di una simulazione digitale.
Serve un campione fisico, realizzato sullo stesso tessuto del capo definitivo, con lo stesso supporto e la stessa posizione.
Sul campione si verificano la resa del filo, la deformazione del supporto, il rovescio del capo, il comportamento dopo un lavaggio.
È una prova che costa poco e che evita di scoprire il problema su una produzione intera.
Le informazioni da inserire nel fascicolo tecnico sono precise:
Sono voci che rientrano nel tech pack e che, se mancano, verranno decise dal ricamificio.
Un ricamo ben progettato regge nel tempo, resta piatto dopo i lavaggi e sembra parte del capo.
Uno improvvisato si increspa, tira il tessuto e diventa il primo elemento che il cliente nota in negativo.
È una delle lavorazioni in cui la differenza tra il risultato buono e quello mediocre si decide interamente nella fase di preparazione.
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