Nel lavoro di uno studio stilistico esistono due tipi di disegno, e vengono confusi spesso.
Il figurino serve a comunicare un’idea: proporzione, atmosfera, attitudine del capo indossato.
Il disegno tecnico, o flat sketch, serve a costruire il capo: è una rappresentazione in piano, proporzionata, priva di stile grafico, pensata per essere letta da chi deve realizzare il modello.
Il primo convince.
Il secondo produce.
Confonderli è la causa più frequente dei prototipi che tornano diversi da come erano stati immaginati.
Un disegno tecnico completo mostra il capo davanti e dietro, in scala coerente, con tutti gli elementi costruttivi visibili.
In particolare:
Ciò che non è disegnato verrà deciso da qualcun altro.
Questa è la regola che spiega perché un disegno approssimativo produce sempre sorprese.
Un flat sketch non deve essere elegante.
Deve essere proporzionato.
Se il collo è disegnato più largo di quanto sarà, il modellista costruirà su quella indicazione visiva prima ancora di leggere le misure.
Un disegno fuori proporzione genera un prototipo fuori proporzione, anche in presenza di una scheda misure corretta, perché l’occhio precede la lettura.
Per questo il disegno tecnico si costruisce spesso su una base proporzionale fissa, riutilizzata per tutta la collezione: garantisce coerenza tra capi diversi.
Il flat sketch non vive da solo.
È il primo elemento di un pacchetto che include la scheda misure, la distinta materiali, le indicazioni di confezione e i riferimenti colore.
Il disegno mostra dove, la scheda dice quanto.
Un disegno senza misure è un’ipotesi.
Una scheda misure senza disegno è un elenco di numeri privo di contesto.
Insieme costituiscono ciò che in produzione si chiama tech pack, il documento di cui abbiamo parlato in dettaglio a proposito della scheda capo completa.
Nella pratica quotidiana si ripetono sempre gli stessi.
Disegnare solo il davanti, dimenticando che metà dei problemi di un capo sta sul dietro.
Indicare i dettagli a parole invece che graficamente, lasciando spazio a interpretazioni.
Cambiare il disegno senza aggiornare la versione e la data, generando confusione su quale sia il riferimento valido.
Usare simboli o annotazioni non condivise con il laboratorio.
Disegnare dettagli tecnicamente impossibili sul tessuto scelto, per esempio impunture strette su un materiale che sfrangia.
Il disegno tecnico sembra un costo aggiuntivo nella fase di sviluppo.
Nella realtà è la voce che riduce di più il costo complessivo di una collezione.
Ogni prototipo sbagliato significa tessuto consumato, ore di laboratorio, spedizioni e settimane perse.
Un flat sketch fatto bene riduce il numero di prototipi necessari, spesso dimezzandolo.
In una collezione da trenta capi, questo si traduce in tempi di sviluppo più corti e in una campagna vendite che parte con il campionario pronto.
Il flat sketch è il linguaggio comune tra chi disegna, chi modella e chi cuce.
Un buon disegno tecnico non descrive un capo: elimina le domande.
Ed è esattamente per questo che è il documento su cui vale la pena investire più attenzione nella fase iniziale di ogni progetto.
Studio Stilistico affianca brand, aziende e designer nello sviluppo di collezioni che uniscono identità, ricerca materiali e lavorazioni artigianali.
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