Piano collezione: come si costruisce un line plan

Decidere la collezione prima di disegnarla

Il piano collezione, o line plan, è il documento che definisce la struttura di una collezione prima che venga disegnata.

Stabilisce quanti capi, di quali categorie, in quali fasce di prezzo, con quale ruolo commerciale.

Nella maggior parte dei progetti piccoli non esiste: si disegna, si sviluppa, e a fine campagna vendite si scopre che la collezione era squilibrata.

Il line plan serve esattamente a evitare quella scoperta tardiva.

Le categorie e il loro peso

Il primo livello del piano è la ripartizione per categoria.

Camicie, maglieria, pantaloni, capospalla, abiti, accessori: ogni categoria ha marginalità, tempi di sviluppo e rotazione diversi.

Una collezione con troppi capospalla ha un valore medio alto e una rotazione lenta.

Una collezione tutta di capi leggeri ha rotazione veloce e margine assoluto ridotto.

Il peso di ogni categoria non si decide per gusto: si decide guardando cosa si vende, in quali canali e con quale margine.

Il ruolo di ogni capo

Questa è la parte del piano che cambia il modo di lavorare.

A ogni capo si assegna una funzione precisa:

  • capi base continuativi, che generano volume e restano in collezione più stagioni;
  • capi portanti, che rappresentano la proposta della stagione e sostengono la maggior parte del venduto stagionale;
  • capi immagine, prodotti in pochi pezzi, che raccontano il brand e servono alla comunicazione;
  • capi di completamento, che permettono di costruire un total look in showroom;
  • capi di ingresso, con prezzo più accessibile, che avvicinano nuovi clienti.

Un capo senza ruolo assegnato è un capo che nessuno saprà come vendere.

Le fasce di prezzo

Il piano definisce quanti articoli stanno in ogni fascia, e questo va deciso prima della scelta dei tessuti.

Il motivo è pratico: il tessuto determina il costo, il costo determina il prezzo, e se il prezzo esce dalla fascia prevista il capo diventa invendibile nel canale a cui era destinato.

Lavorare nell’ordine inverso, scegliendo prima il tessuto e calcolando poi il prezzo, è la causa più comune dei listini incoerenti.

Il metodo di calcolo è quello che abbiamo descritto parlando di costo industriale e prezzo di vendita.

Il rapporto tra continuativo e stagionale

Una collezione interamente nuova a ogni stagione ha costi di sviluppo altissimi e nessuna memoria.

Una collezione che non cambia non dà motivi per tornare.

L’equilibrio pratico prevede una base continuativa che rappresenta una parte consistente del catalogo, e una quota stagionale che porta novità.

I capi continuativi hanno un vantaggio importante: sono già validati, hanno una gradazione consolidata e permettono riassortimenti.

È anche l’approccio più coerente con le collezioni meno legate al calendario di cui abbiamo parlato a proposito della moda senza stagioni.

Il numero di articoli

Il line plan fissa il numero di articoli, e questo numero è un vincolo, non un obiettivo.

Ogni articolo in più richiede un cartamodello, uno o più prototipi, un minimo di tessuto, uno spazio in showroom e una riga in listino.

La domanda utile non è quanti capi servono per sembrare una collezione completa, ma quanti capi si è in grado di sviluppare bene con le risorse disponibili.

Una collezione di venti capi curati vende meglio di una di cinquanta capi approssimativi.

La verifica prima di partire

Prima di passare al disegno, il piano va verificato con un calcolo semplice.

Si stima per ogni capo una quantità realistica di vendita, si moltiplica per il margine previsto e si somma.

Se il totale non copre i costi fissi e non lascia utile, il piano è sbagliato: e correggerlo a questo stadio costa zero.

Correggerlo dopo il campionario costa una stagione.

Un documento che libera la creatività

Il line plan viene spesso percepito come un vincolo che limita la parte creativa del lavoro.

Nella pratica avviene l’opposto.

Sapere in anticipo quanti capi servono, in quale ruolo e in quale fascia di prezzo elimina le decisioni improvvisate e concentra il lavoro creativo dove conta.

Il vincolo non riduce le idee: le rende utilizzabili.

Studio Stilistico affianca brand, aziende e designer nello sviluppo di collezioni che uniscono identità, ricerca materiali e lavorazioni artigianali.

Se vuoi capire quale direzione dare al tuo prossimo progetto, prenota una chiamata conoscitiva.


Altri Articoli