Un tessuto in cartella si può guardare, toccare, piegare.
Sono informazioni utili e largamente insufficienti.
Un materiale mostra il proprio comportamento reale solo dentro un capo, dopo il taglio, la confezione e almeno un lavaggio.
Per questo esiste un percorso di qualificazione: cinque passaggi che trasformano un’impressione favorevole in una decisione documentata.
Costa poche ore per articolo e previene la maggior parte dei problemi che emergono in produzione.
Prima di ordinare un metro di tessuto si raccolgono i dati.
Composizione esatta con percentuali, grammatura a tessuto finito, altezza utile, titolo e tipo di filatura, armatura, restringimento dichiarato in trama e ordito, solidità del colore, trattamenti già applicati, eventuali certificazioni e relativo scope.
È lo stesso set di informazioni descritto parlando di lettura della scheda tecnica.
Se il fornitore non fornisce alcuni di questi dati, non è necessariamente un problema: significa che andranno verificati internamente, e va messo in conto.
Su un metro di tessuto si possono eseguire controlli semplici e molto informativi.
Nessuna richiede strumenti particolari, e insieme escludono la maggior parte dei materiali problematici.
Un tessuto va provato sul capo per cui è destinato, non su un capo generico.
Lo stesso materiale si comporta in modo opposto su una costruzione ampia e su una aderente.
Nel prototipo si osservano la caduta, la tenuta della forma, il comportamento delle cuciture, la reazione a interfodere e rinforzi, la resa del verso del filo.
È anche il momento in cui emergono i problemi di confezione, e in cui il laboratorio può segnalare difficoltà che nessuna scheda tecnica avrebbe rivelato.
Il test che viene saltato più spesso e che rivela di più.
Il prototipo va lavato tre volte secondo le istruzioni che si intendono dare al cliente, e poi valutato.
Si verificano variazione di misura, tenuta del colore, formazione di pilling, comportamento delle cuciture, aspetto della superficie, mano residua.
Molti materiali superano brillantemente il primo lavaggio e cedono al terzo, ed è esattamente lì che si colloca il momento in cui il cliente reale si accorge del problema.
Un materiale tecnicamente perfetto può essere inutilizzabile per ragioni commerciali.
Le domande da porre prima di inserirlo in collezione:
Un tessuto disponibile in modo continuativo abilita i capi riassortibili descritti parlando di capi continuativi; uno disponibile una volta sola vincola il capo a un lotto dichiarato.
Sui materiali nuovi, senza tradizione d’uso consolidata, il percorso va esteso.
Non esiste esperienza accumulata da cui dedurre il comportamento, quindi serve provare anche ciò che su un cotone si darebbe per scontato: resistenza alla flessione ripetuta, tenuta della cucitura, comportamento nel tempo, stabilità degli strati nei materiali compositi.
È il criterio descritto parlando di alternative alla pelle, e vale per qualsiasi materiale di recente introduzione.
L’ultimo passaggio è registrare l’esito, anche quando è negativo.
Un materiale scartato con l’indicazione del motivo è un’informazione che vale per anni, ed evita di riprovare lo stesso articolo due stagioni dopo.
Queste note trovano posto nell’archivio descritto parlando di material library.
La ricerca materiali è una competenza che si accumula solo se viene scritta.
La ricerca materiali di Studio Stilistico seleziona tessuti, fibre naturali, denim, felpe, canapa, cotoni e lini in funzione del progetto creativo, fino alla definizione del trattamento finale.
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