Fino al disegno tecnico, una collezione è un progetto.
Diventa reale nel momento in cui esiste il primo capo cucito.
Tra quel momento e il campionario pronto per la vendita esistono passaggi precisi, e ognuno serve a rispondere a una domanda diversa.
Saltarne uno non fa risparmiare tempo: sposta il problema più avanti, dove costa di più.
Il primo prototipo, spesso realizzato in tessuto sostitutivo, risponde a una domanda sola: il capo sta in piedi?
Non serve che sia bello, non serve che sia nel materiale definitivo, non serve che sia rifinito.
Serve a verificare volumi, proporzioni, posizione delle linee costruttive e fattibilità.
In questa fase è normale che il capo venga tagliato, spillato e modificato addosso al manichino o al modello.
Chi pretende un primo prototipo perfetto sta in realtà chiedendo un capo finito, e ne pagherà il costo in tempi.
La prova su corpo, o fitting, è la fase più importante e la più spesso liquidata in fretta.
Va condotta con un metodo:
Le modifiche annotate a memoria sono la principale causa di prototipi successivi sbagliati.
Su un capo semplice, due prototipi sono spesso sufficienti.
Su un capospalla strutturato o su un capo con lavorazioni particolari, tre o quattro sono la norma.
Se un capo supera la quarta revisione senza convergere, il problema non è nel modello: è nel progetto.
In quel caso è più efficiente rimettere in discussione la scelta del tessuto o l’impostazione del disegno, invece di continuare a correggere.
Ogni ciclo di revisione richiede tempo di laboratorio, tessuto e spedizioni: sono costi che si accumulano rapidamente.
Quando il capo è approvato, si stabilisce il cosiddetto capo salvo o sealed sample.
È il campione firmato che diventa il riferimento contrattuale per la produzione: tutto ciò che verrà prodotto deve corrispondere a quello.
Va conservato, etichettato con data e versione, e accompagnato dal tech pack aggiornato.
Un capo salvo senza documentazione perde metà della sua utilità, perché non permette di ricostruire perché certe scelte sono state fatte.
Il campionario non è la somma dei prototipi approvati.
È l’insieme dei capi, nei materiali e nei colori definitivi, realizzati per essere mostrati a buyer e clienti.
Ha requisiti propri:
L’ultimo punto è quello che determina il calendario di tutto il resto.
Contando all’indietro dalla campagna vendite, servono in genere alcune settimane per ogni ciclo di prototipo, il tempo di approvvigionamento dei tessuti definitivi, i cicli di approvazione colore e la produzione del campionario stesso.
Nella pratica, tra l’approvazione del disegno tecnico e un campionario pronto passano diversi mesi.
Chi comprime questa fase arriva in showroom con capi non validati, e vende articoli che poi risultano difficili o impossibili da produrre in serie.
La fase di sviluppo non produce ricavi e per questo viene percepita come un costo da contenere.
In realtà è il momento in cui si decide il margine dell’intera stagione.
Un capo sviluppato bene si produce senza sorprese, si vende con una taglia coerente e non genera resi.
Un capo portato in vendita senza essere stato validato costa in produzione tutto quello che si era risparmiato in sviluppo, con gli interessi.
Studio Stilistico affianca brand, aziende e designer nello sviluppo di collezioni che uniscono identità, ricerca materiali e lavorazioni artigianali.
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