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Come leggere la scheda tecnica di un tessuto

Il documento che decide il destino di un capo

Quando un fornitore propone un tessuto, insieme al campione arriva una scheda tecnica.

È un foglio che molti guardano di sfuggita, fermandosi a composizione e prezzo.

In realtà contiene quasi tutte le informazioni necessarie per capire se quel tessuto funzionerà nel capo che si ha in mente.

Imparare a leggerla per intero è una delle competenze che fa risparmiare più tempo e più prototipi.

Composizione: le percentuali contano più dei nomi

La composizione indica le fibre presenti e la loro percentuale in peso.

Due indicazioni pratiche.

La prima: percentuali molto frammentate, con quattro o cinque fibre diverse, segnalano quasi sempre un tessuto pensato per il prezzo e non per la prestazione.

La seconda: la presenza di elastomero, anche solo al due per cento, cambia il comportamento del tessuto in confezione, in stiro e nel tempo.

Se il capo deve mantenere la forma per anni, l’elastomero è una decisione, non un dettaglio.

Grammatura e altezza utile

La grammatura si esprime in grammi per metro quadro oppure in grammi per metro lineare.

Sono due dati diversi e vanno confrontati con attenzione, perché dipendono dall’altezza del tessuto.

L’altezza utile è la larghezza effettivamente utilizzabile, esclusa la cimosa.

È il dato che determina il consumo, cioè quanti metri servono per capo.

Un tessuto più economico ma con altezza inferiore può costare più a capo finito: il confronto corretto si fa sempre a consumo, non a metro.

Titolo e armatura

Il titolo esprime la finezza del filato, con sistemi diversi a seconda della fibra: Nm e Ne per le fibre corte, denari e tex per i filamenti continui.

Un numero più alto in Ne indica un filato più fine.

L’armatura descrive come i fili di ordito e trama si incrociano: tela, twill, satin e loro derivati.

Da armatura e titolo dipendono mano, caduta, brillantezza e resistenza all’abrasione, molto più che dalla composizione.

È il motivo per cui due tessuti con la stessa etichetta possono sembrare due materiali diversi.

Restringimento: il dato che salva il campionario

Il restringimento indica la variazione dimensionale dopo lavaggio, espressa in percentuale separata per ordito e trama.

Un valore superiore al tre per cento richiede una compensazione nel cartamodello.

Se il dato non è dichiarato, va richiesto oppure verificato con una prova interna su un campione di dimensioni note.

Questa verifica costa mezz’ora e previene il tipo di errore che si scopre soltanto quando il campionario è già confezionato.

Le solidità del colore

Le solidità misurano la resistenza del colore a diverse sollecitazioni, con valutazioni su scala da uno a cinque.

Le più rilevanti per l’abbigliamento sono:

  • solidità al lavaggio, per capire se il capo scarica colore;
  • solidità allo sfregamento a secco e a umido, decisiva per i capi scuri e per il denim;
  • solidità alla luce, importante per capi estivi e per articoli esposti in vetrina;
  • solidità al sudore, spesso trascurata e rilevante per fodere e capi aderenti.

Valori inferiori a tre su capi chiari accostati a capi scuri sono un problema che emergerà dopo la vendita.

Le voci che quasi nessuno chiede e che invece contano

Alcune informazioni non compaiono nella scheda standard e vanno chieste espressamente:

  • disponibilità in stock e tempi di riassortimento;
  • minimo d’ordine per colore e per articolo;
  • eventuale tolleranza di tono tra lotti;
  • trattamenti già presenti sul tessuto, come antimacchia o ammorbidenti;
  • certificazioni disponibili e possibilità di ottenere il certificato relativo al proprio ordine;
  • comportamento in tintura o sovratintura, se si prevedono lavorazioni successive.

Quest’ultimo punto è decisivo per chi lavora sulla superficie del tessuto come parte del progetto creativo, un approccio che abbiamo descritto parlando di superficie come progetto.

Leggere la scheda è già progettare

Una scheda tecnica non è burocrazia.

È il modo in cui un tessuto dichiara cosa può fare e cosa non può fare.

Chi la legge per intero prende decisioni con dati alla mano.

Chi la ignora prende decisioni con la speranza, e la speranza in produzione ha un costo molto alto.

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