Il velluto è un tessuto a pelo: sulla superficie ci sono fibre in piedi, non intrecciate in piano.
Questo cambia tutto, perché il pelo ha una direzione.
Guardato in un verso il velluto appare scuro e profondo, guardato nell’altro appare più chiaro e luminoso.
È lo stesso tessuto, lo stesso colore, la stessa pezza: cambia solo come la luce entra nel pelo.
Chi progetta un capo in velluto ignorando questa proprietà ottiene due maniche di tonalità diversa su un capo tecnicamente corretto.
| Tipo | Aspetto | Uso tipico |
|---|---|---|
| Velluto liscio | pelo corto e uniforme, superficie compatta | abiti, capispalla, capi da sera |
| Velluto a costine | righe in rilievo nel senso dell’ordito | pantaloni, giacche, camicie |
| Millerighe | costine molto fitte e sottili | camicie, capi leggeri |
| Velluto cangiante | pelo con riflessi di due toni | capi da cerimonia e da scena |
| Devoré | zone di pelo asportate chimicamente a disegno | capi decorativi, dettagli |
| Ciniglia | filato peloso tessuto, non pelo tagliato | maglieria, arredo, capi morbidi |
Il velluto a costine si classifica anche per numero di coste per pollice: più coste significa costa più fine, e un capo più formale.
Passando la mano sul velluto si sente una direzione liscia e una direzione contropelo, che oppone resistenza.
Le due orientazioni danno risultati diversi e vanno scelte, non subite.
Con il pelo verso il basso il capo appare più luminoso e leggermente più chiaro.
Con il pelo verso l’alto, cioè contropelo, il capo appare più scuro, più profondo e più saturo.
La tradizione sartoriale usa il contropelo per i capi da sera, perché il colore risulta più intenso.
La regola operativa è una sola e non ammette eccezioni: tutti i pezzi di un capo vanno piazzati nello stesso verso, e il verso scelto va scritto nel tech pack insieme al piazzamento.
Il velluto è tra i tessuti più costosi da lavorare, e il costo non sta nel prezzo a metro.
Sono tutti motivi per cui un capo in velluto va discusso con il laboratorio prima di essere disegnato, e non dopo.
Il velluto ha una tolleranza di tono tra lotti più critica della media, perché la percezione del colore dipende anche dall’orientamento del pelo.
Due pezze dello stesso colore possono risultare visibilmente diverse in un capo che le accosta.
La regola pratica: un capo si taglia sempre dentro la stessa pezza, e per una produzione si verifica il tono di ogni rotolo in ingresso, come descritto parlando di controllo qualità.
Il pelo rende il velluto una superficie interessante per chi lavora sul colore.
La tintura penetra nel pelo in modo diverso da come penetra in un tessuto piano, e le lavorazioni che consumano o schiacciano la superficie creano contrasti che su altri tessuti non si ottengono.
Una sovratintura su velluto, uno sfregamento controllato, un invecchiamento voluto producono un effetto di profondità difficile da imitare industrialmente.
È lo stesso principio descritto parlando di patina e invecchiamento e di trattamenti d’autore.
Va però messo in conto che il pelo schiacciato non torna, quindi ogni lavorazione su velluto è irreversibile e va provata su campione prima della serie.
Perché sono state piazzate in versi opposti: è il difetto più comune sui capi in velluto e si previene solo in fase di piazzamento.
Dipende dalla fibra e dal supporto, ma in generale chiede lavaggi delicati e nessuna asciugatrice, perché il pelo si schiaccia.
Con vapore, mai con il ferro a contatto; se il pelo è stato tagliato o abraso il danno è permanente.
Non necessariamente: esistono velluti leggeri di cotone e di seta adatti a mezza stagione, e il millerighe funziona su capi leggeri.
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