Chi vende in più mercati si scontra presto con un problema che sembra amministrativo e in realtà è di progetto: gli stessi numeri di taglia non corrispondono alle stesse misure corporee da un sistema all’altro.
Una tabella di conversione generica trovata online è un punto di partenza, non una garanzia: ogni brand, all’interno dello stesso sistema nazionale, può avere una propria interpretazione della vestibilità, ed è per questo che la conversione ufficiale va sempre accompagnata dalle misure specifiche del capo.
| IT | EU | UK | US | Circonferenza vita indicativa (cm) |
|---|---|---|---|---|
| 38 | 36 | 8 | 4 | 64 – 67 |
| 40 | 38 | 10 | 6 | 68 – 71 |
| 42 | 40 | 12 | 8 | 72 – 75 |
| 44 | 42 | 14 | 10 | 76 – 79 |
| 46 | 44 | 16 | 12 | 80 – 84 |
Questi valori sono indicativi e riferiti alle tabelle di conversione generiche più diffuse: variano tra categorie di prodotto e in base al taglio specifico di ogni brand, e non vanno usati come misura definitiva senza verifica sul capo reale.
Due capi con la stessa taglia dichiarata secondo lo stesso sistema possono vestire in modo diverso a seconda del taglio, della quantità di elastomero, e della fascia di mercato a cui il brand si rivolge.
Un brand di fascia alta tende storicamente a tagliare in modo più generoso rispetto al numero dichiarato, un fenomeno noto come vanity sizing, particolarmente diffuso nel mercato statunitense: la stessa taglia numerica corrisponde a misure corporee diverse da un brand all’altro, non solo da un sistema all’altro.
Questo lavoro è direttamente collegato alla riduzione dei resi online, descritta parlando di resi e taglie online: la causa più frequente di un reso per taglia sbagliata non è un errore del cliente, ma un’informazione insufficiente al momento dell’acquisto.
Accanto ai sistemi numerici nazionali esiste il sistema alfa — XS, S, M, L, XL — usato in modo trasversale soprattutto nell’abbigliamento casual e sportivo.
Anche qui non esiste una corrispondenza universale: una taglia M in un brand casual può corrispondere a misure diverse dalla M di un brand tecnico sportivo, ed è quindi soggetta agli stessi limiti descritti per i sistemi numerici.
Il punto di partenza è la taglia base sviluppata per la vestibilità di riferimento del brand, descritta parlando di taglia base e sviluppo taglie.
Da quella taglia base, lo sviluppo dimensionale verso le altre taglie va misurato fisicamente sul cartamodello reale, non stimato a partire da una tabella di conversione internazionale, che resta un riferimento di orientamento e non una fonte tecnica primaria.
No: le tabelle generiche sono un’approssimazione, mentre le misure effettive di un capo dipendono dal taglio specifico di ogni brand.
Per scelte commerciali di vestibilità, note come vanity sizing, che tendono a etichettare con un numero più piccolo capi con misure effettivamente più generose.
Sì, è la soluzione più efficace per ridurre l’incertezza del cliente, specialmente per la vendita online e internazionale.
Non necessariamente: soffre dello stesso limite di interpretazione soggettiva dei sistemi numerici, e richiede comunque una tabella di misure specifiche del brand.
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