Comunicare l’impronta di carbonio di un capo, espressa in chilogrammi di CO2 equivalente, è diventato frequente.
Il numero che compare su un’etichetta o in una scheda prodotto nasconde però un calcolo che dipende da scelte metodologiche precise, e due stime dello stesso capo, fatte con confini diversi, possono differire di molto senza che nessuna delle due sia sbagliata.
Capire come si costruisce questo numero serve a due cose: comunicarlo correttamente, e non farsi convincere da un dato che sembra rassicurante ma copre solo una parte della storia.
Per la maggior parte dei capi in fibra naturale o mista, il peso delle emissioni si concentra in poche fasi.
| Fase | Peso tipico sul totale | Cosa lo determina |
|---|---|---|
| Produzione della fibra | alto per le sintetiche, variabile per le naturali | processo chimico o coltivazione/allevamento |
| Filatura e tessitura | medio | energia impiegata negli impianti |
| Tintura e finissaggio | alto | temperatura dei bagni, tipo di colorante, acqua |
| Confezione | basso | processo poco energivoro rispetto al resto |
| Trasporto | variabile | distanza e mezzo, spesso sottostimato |
| Uso da parte del cliente | alto sul ciclo di vita | numero di lavaggi, temperatura, asciugatrice |
| Fine vita | basso in emissioni dirette | ma decisivo per l’impatto complessivo del sistema |
Un dato che sorprende chi guarda per la prima volta questi calcoli: per molti capi, l’uso — cioè i lavaggi ripetuti nel tempo — pesa quanto o più della produzione. Un capo che richiede lavaggi frequenti o ad alta temperatura ha un’impronta più alta di uno che si può lavare a freddo e raramente, a parità di produzione.
I confini del calcolo, in gergo tecnico i “boundaries”, decidono cosa entra e cosa resta fuori.
Quando si legge un’impronta di carbonio dichiarata da un fornitore, la prima domanda utile non è il numero, ma quale metodo e quali confini sono stati usati per calcolarlo.
Una stima rigorosa e certificata (una vera LCA, descritta parlando di life cycle assessment) richiede competenze specifiche e non è alla portata di ogni progetto.
Alcune azioni riducono comunque l’impatto reale, indipendentemente dal fatto che venga misurato e comunicato con un numero.
L’ultimo punto è quello con l’effetto più forte, ed è lo stesso principio descritto parlando di progettare per la riparabilità.
Non sempre: dipende dal processo di coltivazione o allevamento, dalla lavorazione e dalla durata del capo, non solo dal tipo di fibra.
È rischioso: una cifra dichiarata senza metodo verificabile espone al tipo di contestazione descritto parlando di greenwashing.
No: riduce l’impatto complessivo del sistema, ma non cancella le emissioni già generate in produzione e uso.
Meglio comunicare il metodo e i confini usati, con onestà sui limiti della stima, piuttosto che un numero presentato come assoluto.
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