Nella scelta dei tessuti gli errori possibili sono molti, ma quelli che si ripetono sono sempre gli stessi.
Hanno una caratteristica in comune: costano poco quando si commettono e molto quando si scoprono.
Quasi tutti si prevengono con una domanda posta prima dell’ordine, non con una competenza tecnica avanzata.
Ecco quelli che ricorrono con più frequenza nei progetti che arrivano in studio.
È l’errore più diffuso e il più costoso.
Un tessuto più economico a metro può costare più a capo finito, perché con un’altezza utile inferiore serve più metraggio.
Il confronto corretto si fa sul consumo reale per capo, calcolato a piazzamento e non in teoria.
Va aggiunto lo scarto, che dipende dalla forma dei pezzi e dai vincoli di verso: su un velluto o su una saia con diagonale vincolata lo scarto è molto superiore a quello di una tela.
Un campione in cartella si guarda, si tocca, si piega.
Non dice come cadrà quel tessuto in un capo, come reagirà alla confezione, cosa farà dopo tre lavaggi.
Lo stesso materiale si comporta in modo opposto su una costruzione ampia e su una aderente.
La decisione va presa sul prototipo, con il percorso descritto parlando di valutazione di un materiale.
Il minimo viene comunicato per articolo, e sembra accettabile.
Poi si scopre che vale per colore, e la cartella colori progettata con sei varianti diventa impossibile.
La domanda va posta prima di costruire la cartella, non dopo, come descritto parlando di varianti colore.
Due pezze dello stesso articolo e dello stesso colore possono non essere identiche.
Se un capo viene tagliato usando due pezze diverse, la differenza si vede sul prodotto finito e non c’è rimedio.
La regola è tagliare ogni capo dentro la stessa pezza, e chiedere in anticipo se esiste una tolleranza dichiarata.
Il restringimento è dichiarato in percentuale, separatamente per ordito e trama.
Oltre il tre per cento va compensato nel cartamodello.
Se il dato non è in scheda, si verifica con una prova che richiede mezz’ora: due riferimenti a distanza nota, un lavaggio nel ciclo previsto, una nuova misura.
Scoprirlo a campionario confezionato significa rifare i modelli, come descritto parlando di lettura della scheda tecnica.
Un tessuto “bello e corposo” in mano può essere fuori intervallo per il capo previsto.
Il peso va confrontato con gli usi correnti della categoria, e sempre in grammi per metro quadro, come descritto parlando di grammatura.
Va chiesto il peso a tessuto finito, perché il finissaggio lo modifica.
Un tessuto perfetto in sé può essere inadatto a una lavorazione successiva.
Se il capo verrà tinto, sovratinto, lavato o trattato, il fornitore va informato prima, perché trattamenti già presenti sul tessuto possono impedire la presa del colore.
È il punto che decide la riuscita dei progetti sul colore, come descritto parlando di sovratintura.
Un tessuto disponibile una volta sola non può reggere un capo da riassortire.
Le domande da fare sono se l’articolo è in stock, quali sono i tempi di riassortimento e se è confermato per le prossime stagioni.
È la differenza tra un capo continuativo e una serie limitata, e va decisa consapevolmente, come descritto parlando di capi continuativi.
Una certificazione appartiene a un prodotto e a un lotto, non a un’azienda in generale.
Se serve dichiararla in etichetta o in comunicazione, va chiesto il certificato relativo al proprio ordine.
Comunicare una certificazione senza poterla documentare è uno dei rischi descritti parlando di greenwashing e di certificazioni tessili.
Tessuti elasticizzati, velluti, tessuti molto leggeri, materiali resinati e capi pesanti richiedono macchine e competenze specifiche.
Un laboratorio può accettare il lavoro e restituire un capo mediocre, e a quel punto la responsabilità è divisa e il problema resta.
La verifica va fatta sul campione, prima dell’ordine del tessuto, come descritto parlando di scelta del laboratorio.
L’errore che moltiplica tutti gli altri.
Un tessuto scartato senza annotare il motivo verrà riproposto due stagioni dopo, e rivalutato da zero.
Un tessuto approvato senza registrare fornitore, articolo, colore, lotto e prove eseguite non è ripetibile.
La competenza sui materiali si accumula solo se viene scritta, ed è la funzione dell’archivio descritto parlando di material library.
La ricerca materiali di Studio Stilistico seleziona tessuti, fibre naturali, denim, felpe, canapa, cotoni e lini in funzione del progetto creativo, fino alla definizione del trattamento finale.
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